Primo Levi: la scrittura furiosa

PrimoLevi

Per celebrare la giornata della memoria, l’associazione Archeogeo vi da appuntamento il 31 gennaio alle ore 17,30 presso l’Istituto Tecnico per Geometri di Battipaglia, con una lettura di un brano estratto dal romanzo “Se questo è un uomo” di Primo Levi, testimonianza diretta degli orrori subiti durante la prigionia nel campo di concentramento di Auschwitz del grande scrittore italiano. Levi fu uno dei venti sopravvissuti su seicentocinquanta persone gasate, arrivate con lui al campo di Buna-Monowitz, salvato dalla liberazione dell’Armata Rossa avvenuta il 27 gennaio del 1945. Nato agli inizi del secolo, Primo Levi apparteneva ad una famiglia ebrea e dovette subire sulla sua pelle l’effetto tremendo delle leggi razziali che il governo di Mussolini approvò in Italia nel 1938. Era per Levi il periodo di studi all’Università di Torino per conseguire un diploma di laurea in chimica, professione che gli consentì di mantenersi attivo durante la prigionia, avvenuta con l’arresto e la deportazione il 22 febbraio del 1944. Subito dopo Levi fu impiegato come chimico per un’azienda di proprietà della IG Farben, la fabbrica tra le più importanti nell’economia della Germania nazista, produttrice lo Zyklon-B, la sostanza mortale che veniva utilizzata nelle camere a gas.

Il destino era scritto e voleva che Levi scampasse alla marcia di evacuazione da Auschwitz, perché in quel momento si trovava ricoverato in ospedale per aver contratto la scarlattina.

La salvezza di Primo Levi è valsa una delle più grandi e famose testimonianze letterarie, il suo libro “Se questo è un uomo” un testo che fu pubblicato da una piccola casa editrice, Francesco De Silva, prima di raggiungere il meritato successo nel 1958 con la pubblicazione per l’editore Einaudi.

Il testo rappresenta una testimonianza molto vivida e lucida della vita quotidiana in uno dei campi di concentramento, passati alla storia per essere stato il simbolo della politica genocida della Germania di Hitler. Una scrittura realista e furiosa, una testimonianza che va ricordata.

La serata che abbiamo organizzato all’istituto superiore di Battipaglia sarà presentata dalla nostra Concetta Onesti che per l’occasione reciterà anche un suo componimento a tema.

Ci auguriamo siate sensibili al tema dell’Olocausto, un’occasione per riflettere anche sul presente e sul futuro, come ha scritto Primo Levi nel 1968: “Auschwitz è fuori di noi, ma è intorno a noi, è nell’aria. La peste si è spenta, ma l’infezione serpeggia: sarebbe sciocco negarlo“.

Vi aspettiamo numerosi!

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